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sabato 1 aprile 2017

A tu per tu con mio padre Ciro, carabiniere di mestiere

Si chiama Ciro ed ha 42 anni, di mestiere fa il Carabiniere, ma è anche una persona a me molto cara.
Ciro è mio padre, ma è al carabiniere che mi rivolgo, in questa intervista davvero speciale.
Perché hai scelto di fare il carabiniere?
Ho scelto di fare il carabiniere perché la vita militare è stata da sempre la mia passione. Indossare l’uniforme è per me un grande onore.
Qual è l’aspetto positivo e quale quello negativo di questo mestiere?
L’aspetto positivo è che sei sempre a contatto con la gente, invece quello negativo è di non poter aiutare tutti.
Ripercorrendo la tua carriera, c’è una storia a lieto fine che ricordi ancora oggi?
Una notte, ero di servizio, quando, intorno alle 22, ci ha chiamati la Centrale operativa per riferirci che il nipote di una persona non vedeva lo zio da domenica, precisando che era giovedì. Ci siamo subito recati presso l'abitazione a Modica Alta, ma poichè  era impossibile raggiungere quella zona con la macchina in quanto le vie sono alquanto strette, abbiamo percorso circa 600 metri a piedi.
Arrivati davanti all’ abitazione, abbiamo trovato il nipote in compagnia dei vicini. La luce era accesa, ma la porta chiusa. Così dal nipote ci siamo fatti dare il numero di telefono che però squillava senza alcuna risposta, per cui abbiamo pensato al peggio. Con il consenso del nipote, senza aspettare i vigili del fuoco, ho smontato i listelli della finestra per poter entrare all’interno e una volta dentro, abbiamo effettuato l'ispezione della casa. Nella cucina ci siamo accorti che la tavola era imbandita e giunti nella camera da letto, abbiamo notato la persona riversa a terra, incosciente.
Effettuando i primi soccorsi abbiamo constatato i battiti rallentati e pertanto dopo averlo adagiato sul letto, abbiamo contattato subito i soccorsi. In seguito alla caduta, dovuta a ictus cerebrale, il malcapitato aveva riportato una frattura al femore. Sul posto è arrivata subito l'ambulanza, con il personale del 118 che ha subito provveduto ad immobilizzarlo e trasportarlo con la spinale a spalla fino all’ambulanza.
Portato all’Ospedale Maggiore di Modica, dove ha ricevuto le prime cure, il medico di turno ha riferito che l’intervento tempestivo dei militari operativi è stato fondamentale per salvare la persona
Ricordi, invece, una storia che non ha avuto un lieto fine?
Purtroppo non solo una storia, ma tante. Quella che mi ha colpito di più è stata lo scorso anno quando per un incidente in moto ha perso la vita un ragazzo. Dopo i rilievi del caso è giunta la parte più brutta del nostro compito: avvisare la famiglia dell’accaduto. In questi casi non sai mai quale parole utilizzare, qualsiasi cosa dici, la famiglia non accetta quanto ha appreso e il dolore e la rabbia prendono il sopravvento.
Hai ricevuto delle gratificazioni importanti per aver svolto il tuo lavoro in modo esemplare?
Si, ho ricevuto un encomio solenne, quale prima attestazione di merito per aver salvato insieme ai colleghi una ragazza che aveva tentato il suicidio. Ricordo i fatti: su disposizione della Centrale operativa ci siamo recati presso contrada Vetta a Modica. La scena era paradossale, un ragazzo che si trovava in zona con la sua fidanzatina, avendo sentito delle urla provenire oltre un muro, al buio, nell’ accertarsi dell’accaduto aveva trovato una ragazza che stava tentando di lanciarsi nel vuoto. Mentre il ragazzo cercava di salvarla, la fidanzata aveva subito avvisato il 112 dell’accaduto.
Giunti sul posto abbiamo trovato il ragazzo che teneva per un braccio la ragazza esanime e che, ormai senza forze, stava per cadere giù insieme a lei. Istintivamente con un salto ho scavalcato il muro per cercare di agganciare ai polsi della ragazza le cinghie della mitraglietta in nostra dotazione, mentre un collega portava in salvo il ragazzo. La situazione non era molto favorevole in quanto i rovi che trattenevano la ragazza, impedendole di precipitare nel vuoto, si stavano spezzando.
Grazie al lavoro in sinergia con i colleghi siamo riusciti a salvarla nonostante abbiamo riportato diverse ferite provocate dai rovi. Sul posto sono giunti i Vigili del fuoco e l’ambulanza, mentre noi, arrivati in ospedale, siamo stati medicati. La ragazza, dopo le prime cure, è stata ricoverata nel reparto psichiatrico.
Quali consigli dai ai giovani che vogliono intraprendere questa carriera?
Consiglio loro di svolgere questo lavoro con passione e non per fini economici, in quanto fare il Carabiniere è una missione da svolgere con fedeltà e dedizione.
Giulia Nuzzo 5B Odonto