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lunedì 18 marzo 2019

Profumo di mimosa

Amala sempre
La donna è come un raggio di sole, 
allieta la giornata anche con poche parole.
La donna è una rosa 
ed illumina come una mimosa.
Non deluderla, non odiarla,
cerca solo di amarla.
Samuela Palazzolo 1AE

È la vita
La donna non molla, 
va avanti e non crolla.
Lei dà vita e amore
Perché ha un grande cuore.
La donna arriva la sera sfinita,
ma continua a sorridere 
perché è la vita.
Sorina Tivileanu 1AE

La festa delle donne
Le donne sono coraggiose
e affrontano i problemi sempre grintose.
Le donne guardano il lato positivo
e affrontano tutto il negativo.
L’otto marzo è la loro festa, 
ma per le vere donne ogni giorno è festa.
Guglielmo Ingallinesi 1AE

Una compagna
La donna è la mia accompagnatrice 
che mi rischiara e rende felice.
Mi rende elegante, bella e attraente, 
mi rende onnipotente. 
Con la sua gonnellina
sembra una ragazza allegra e carina.
Molto sveglia e intelligente
aiuta sempre la gente.
Gioele Di Rosa 1AE 

Le grandi speranze
Donne che sperano e danno speranza,
donne fragili come un granello di sabbia, 
ma che non portano rancore e rabbia.
Donne, mamme, nipoti e nonne
Forti come grandi colonne.
Giulia Ausilia Armenia 1AE

Non odio, ma amore
La donna per i figli
è la vita e la speranza.
La donna merita di essere amata,
purtroppo dall’uomo a volte è odiata
ed è per questo che la violenza va denunciata.
Alice Covato 1AE

L’uomo e la donna
La donna bella, intelligente 
ma allo stesso tempo attraente.
La donna madre, figlia
ma all’uomo non assomiglia.
La donna ammaliatrice, raffinata e intenditrice
dell’uomo si innamora,
ma lui non la consola.
ma la donna intenditrice, lei capisce
ma non dice.
Fino a quando torna e le dice: “Ah donna, ammaliatrice, 
di amarti e di vederti son felice”.
Classe 1AC

La bellezza delle donne
Le donne sono splendidi esseri quando sono libere dalla paura di essere giudicate.
La loro bellezza è la debolezza di ogni uomo: quando le metti gli occhi addosso resti scosso.
Il sorriso di una donna può guarire mille ferite.
Arianna Azzarelli Classe IBC

Le mani delle donne
Le mani delle donne
robuste e affusolate
delicate e forti
s’intrecciano.
Gialli nere e bianche
solidali e stanche
lavorano, 
scrivono e mescolano
tutto il giorno.
La sera accarezzano
tessono e sognano”.
Elisa Di Natale, Alessia Casiraro, Giulia Melfi, Victoria Scarso Classe1C


 Tanto cortese e tanto virtuosa
Tanto cortese e tanto virtuosa,
con gli occhi per ore resto ad ammirarla,
la donna un’immagine così divina
sto bene già quando la guardo di prima mattina.
Senza donna l’uomo è niente
perché la donna è pronta ad ogni inconveniente,
ogni bellezza può essere amabile ma 
la bellezza e la purezza della donna sono inimitabili.
Antonio Avveduto 3 BC

Donna è danno?
C’è chi dice “Donna è danno!”                                          
ma credetemi è un inganno.                                               
La mia mamma è una donna                                              
e di lei vi posso dire                                                            
che il suo semplice sorriso                                                 
rende tutto luminoso,                                                           
le sue lacrime, per contro,
rendon triste tutto il mondo.                                               
Prof.ssa Graziella Lorefice                                                  
                                                                                             
Magnifica creatura
La donna intelligente,
è bella e indulgente
spesso intransigente. 
Folle è il genio della sua mente. 
Cos’è la donna se non 
Il più bel dipinto dell’Onnipotente.
Prof.ssa Angela Morana

Profumo di donna

Grande entusiasmo e partecipazione all’incontro “Profumo di donna”, avuto luogo presso l’Istituto “ G. Curcio” sezione alberghiera in occasione dell’otto marzo festa della donna. 
Sì, perché quest’anno non ci si è voluti fermare a festeggiare questa giornata solo come un momento di evasione, uno scambio di un rametto di mimosa, o a una serata in pizzeria o al cinema, senza neanche una riflessione sul significato originale di questa ricorrenza.
Tutti gli alunni si sono messi in gioco, chi cimentandosi a scrivere due righe in onore della donna, del suo ruolo di madre e amante, chi approfondendo tematiche inerenti la donna nella società.
È un dato di fatto che oggi la società prende sempre più consapevolezza dell’importanza della donna nell’evoluzione sociale e gliene sta rendendo atto. La Festa della Donna, che si celebra ogni 8 marzo, dovrebbe quindi portare con sé questo significato: la rivalsa, la rivendicazione, la lotta continua che donne di ogni età, nazione ed epoca, hanno portato avanti per affermare i propri diritti e migliorare la propria condizione nella società.  Questo grazie alle leggi che dal Novecento in poi hanno contribuito a migliorare la condizione sociale e politica della donna.
La donna, da sempre, lotta per ottenere una parità sociale che le è sempre stata negata a causa di una presunta supremazia dell’uomo e, allora, ecco i nostri alunni cimentarsi nella tesi di una tangibile parità intellettiva tra uomo e donna, traendo spunto dalla teoria delle nove intelligenze di Gardner.
Abbiamo visto donne “combattere” per la parità dei sessi, per ottenere il diritto di voto, per un equo salario, come è evidente nel movimento femminista in Italia e nel mondo; donne che si sono opposte alle ingiustizie, come Franca Viola diventata la prima donna ad opporsi ad un matrimonio riparatore. 
Ma la storia dà ragione delle battaglie, delle conquiste e poi nuovamente delle ingiustizie che le donne hanno vissuto e continuano a vivere. Sono state queste le riflessioni che hanno portato gli alunni delle classi seconde ad approfondire il tema del femminicidio: quante donne annualmente e giornalmente perdono la loro vita in nome di un “amore” che amore non è?
E non dimentichiamo le battaglie che le donne hanno affrontato per ottenere il diritto al voto, come hanno evidenziato gli alunni delle classi quarte.  Durante la Rivoluzione francese già le donne avevano avanzato la richiesta di avere gli stessi diritti degli uomini, sia quelli civili e sia quelli politici. Protagonista e leader di questa battaglia fu Olympe de Gouges, che scrisse la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina. La sorte della de Gouges fu tragica: venne arrestata e condannata alla ghigliottina.
Infine, la donna, da sempre combattente, ma anche dotata di grande senso di umanità: le classi quinte hanno approfondito il tema dell’impegno umanitario delle donne, portato avanti dal Corpo infermiere volontarie delle Croce Rossa, comunemente dette Crocerossine, nato 1908, con il corso tenuto a Roma e inaugurato dalla regina Elena. La Crocerossina rappresenta uno dei numerosi ruoli mediante i quali migliaia di donne furono attivamente impegnate nei teatri di guerra: la Grande Guerra rappresenta il primo caso nel quale si verificò una mobilitazione su vasta scala di infermiere volontarie della Croce Rossa. Il coinvolgimento delle Crocerossine nell’ambito militare, facilitando stretti contatti fra uomini e donne e offrendo una notevole autonomia a ragazzi e giovani signore, suscitò critiche negative ma aprì la strada all’emancipazione femminile. 
Margherita Kaiser Parodi, nota anche come la Crocerossina di Redipuglia, è stata infermiera che prestò servizio, durante la prima guerra mondiale sul fronte friulano, nel corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana. Fu decorata al valor militare con la medaglia di bronzo ed è l’unica donna sepolta nel sacrario militare di Redipuglia, eretto per commemorare i caduti italiani della Grande Guerra.
Nonostante il loro impegno, il cammino delle donne verso l’emancipazione ebbe una battuta d’arresto durante il periodo fascista, quando la donna venne ricondotta all’interno delle mura domestiche, nel suo tradizionale ruolo di moglie e di madre.
Tante immagini, riflessioni, sorrisi, insomma un incontro ricco di emozioni per tutti gli alunni e gli insegnanti dell’Istituto alberghiero. Ma non è finito lì: gli alunni sognano un futuro dove non ci siano più disuguaglianze tra uomo e donna perché, nonostante le forti azioni sostenute contro la discriminazione di genere, tanto ancora si deve fare…e allora rimbocchiamoci le maniche per un futuro migliore!!!
Si ringraziano per la collaborazione le prof.sse Adamo, Barone, Fratantonio, Morana, Spadaro e Spinello.
Prof.ssa Maria Lucia Zocco


venerdì 15 marzo 2019

#FrydaysForFuture


Oggi in occasione del FridaysForFuture, non siamo scesi in piazza, ma ci siamo messi in gioco. Così, muniti di guanti, sacchi, scope e palettoni, abbiamo ridato un po' di decoro agli spazi esterni della nostra scuola. Un ambiente che dovremmo sentire più nostro e che molto spesso non rispettiamo. Ci auguriamo che la nostra azione sia apprezzata dai nostri compagni che seguendo il nostro esempio, impareranno ad avere maggior cura dell'ambiente che ci circonda, perchè se cominciamo ad agire da cittadini responsabili nel nostro piccolo, lo saremo maggiormente nel futuro che ci aspetta.
Classe 5^B Odonto

martedì 12 marzo 2019

Quando leggere diventa un dolce diversivo


Tra un caffè fumante, squisiti biscotti al cioccolato e tanti libri di cui discutere, abbiamo trascorso due ore di lezione,chiacchierando e confrontandoci sui testi letti nell'ultimo mese. Infatti la nostra professoressa di Italiano, all'inizio dell'anno scolastico ci ha proposto di scegliere un libro da leggere nel nostro tempo libero. Qualcuno ha faticato nella scelta perchè poco incline a questa attività, qualcun altro invece non ha avuto dubbi e così in ognuno di noi è nato o è cresciuto l'amore per la lettura.
Nel giorno stabilito dalla prof. ci siamo seduti in cerchio e abbiamo commentato il nostro libro: dai romanzi rosa a quelli storici, dalla raccolta di novelle alle autobiografie.
A mio avviso è stata un'esperienza costruttiva oltre che divertente, perchè ognuno di noi ha avuto modo di esprimere la propria opinione, trovarsi d'accordo oppure no su diverse tematiche, quali il razzismo o l'amore che può stravolgere una vita, ma anche su argomenti, a mio avviso meno affascinanti, ma ugualmente importanti, come la mafia. Personalmente trovo che sia un'esperienza da ripetere perchè io adoro i libri e i messaggi che ci trasmettono.
Corradina Calleri 4^ A Odonto

martedì 26 febbraio 2019

Nel laboratorio di Elettronica si passa dalle parole ai fatti

Per noi ragazzi della classe 1^ A Manutenzione, andare in laboratorio con il nostro professore di Elettrotecnica ed Elettronica, il prof. Rosa, è sempre molto piacevole  in quanto lì è il momento in cui abbiamo la possibilità di trasformare le parole in fatti, cioè la teoria in pratica e questo ci permette di renderci conto delle cose che studiamo, realizzando dei piccoli strumenti elettrici. Proprio durante le attività in laboratorio ci appassioniamo di più alle materie dell’Indirizzo che abbiamo scelto e che stiamo affrontando per la prima volta. 
In particolare, vogliamo raccontare l’ultima nostra esperienza pratica, cioè quando siamo andati in laboratorio elettrico e ciascuno di noi ha utilizzato il materiale necessario per produrre un sistema elettrico a due lampadine, comandato da due interruttori.
Il materiale necessario per realizzare il circuito elettrico consiste in: due portafrutti, due interruttori, una presa tripolare, due portalampade e due lampadine. I fili che occorrono per realizzare il circuito sono i fili per la “messa a terra”, il filo neutro e il filo fase. 
Abbiamo iniziato il nostro “primo” lavoro prendendo la presa tripolare e collegandola con due fili di neutro, il filo della messa a terra e due fili di fase. Successivamente abbiamo collegato il filo fase all’interruttore, mentre il filo neutro lo abbiamo collegato direttamente al porta lampada. 
Per far funzionare l’altro interruttore abbiamo fatto un ponte tra i due interruttori con il filo fase, poi un altro filo fase collegato al secondo interruttore e portato al secondo portalampada. 
Abbiamo poi collegato tra di loro due fili neutri, passandone uno di essi nel secondo portalampada. Questo ci permette l’accensione e il funzionamento contemporaneamente di entrambe le lampadine comandante da entrambi gli interruttori. Quindi, se premiamo un interruttore si accende una lampadina, se premiamo anche l’altro si accendono tutte e due. E così anche per lo spegnimento.
Infine abbiamo collegato alla presa elettrica una prolunga fatta da noi stessi ed in questo modo abbiamo collaudato il circuito. 
Alla prossima esperienza!
Natale Lorefice, Giuseppe Cannizzaro, Gregory Rizza 1^A Manutenzione

Di mestiere fa il tatuatore, per me è semplicemente mio padre

Si chiama Simonluca, ha 45 anni, vive a Pachino e di professione fa il tatuatore. 
Io lo chiamo papà e il suo mestiere mi ha sempre affascinato e incuriosito. 
Alex:  Quando sei diventato un appassionato di  tatuaggi? 
Simonluca: Durante l’adolescenza osservavo i primi ragazzi “ribelli" che sfoggiavano i primi tatuaggi. 
Da quel momento nacque il mio interesse per quel mondo. Erano i primi anni ’90. 
Gli amici della mia comitiva, conoscendo le mie doti artistiche, mi dicevano di preparare qualche disegno e successivamente di tatuarglielo. Erano le mie prime cavie .
Alex: All’inizio della tua carriera di tatuatore, che materiali e attrezzature utilizzavi ? 
Simonluca: All’inizio compravo dei semplici aghi in merceria e usavo l’inchiostro delle penne Bic, ma la qualità era molto scadente, allora cominciai a smontare dei giocattoli con dei motorini rotanti e a fabbricare le prime rudimentali macchinette rotative. Poi decisi di ordinare il primo kit professionale con macchinette a bobine magnetiche . Ho seguito quindi un corso di specializzazione per tatuaggi e piercing, ottenendo un attestato che mi abilitava ad esercitare questa professione . 
Alex: Trovi differenze tra lo stile di allora e quello di oggi ? 
Simonluca: Nei primi anni ’90  si usava tatuarsi draghi, disegni tribali e cuori. Dal 2002 cominciarono ad abbinarsi ai tribali, stelle, fiori e maori. Oggi, ovvero dal 2012 in poi , si sono uniti tutti gli stili del passato creando generi che sono dei veri e propri capolavori, alcuni di questi sono: il lattering tattoo ovvero scritte tatuate, black tattoo ovvero tatuaggi in bianco e nero con linee sottili, minimal tattoo ovvero tatuaggi piccoli ed eleganti o il realistico che è  il famoso tatuaggio 3D .
Alex: Ci  sono zone che rifiuti di tatuare ?
Simonluca: Sì, non mi piace tatuare il viso e le mani di persone inconsapevoli. Tendo a frenare soprattutto i più giovani, perché il loro impeto li porta a fare delle scelte avventate. Un tatuatore serio deve saper dire di no a costo di rinunciare alla foto sui social.
Alex: Quando hai deciso di intraprendere questo mestiere, che reazione ha avuto la tua famiglia ? 
Simonluca: La reazione della famiglia? Un sacco di parole che finivano per “ente “ come demente, per intenderci mi consideravano un “idiota”. Ma questa era la rabbia del momento, infatti dopo anni anche mia madre ha voluto un tatuaggio da me . 
Alex: Quanti tatuaggi hai ? Hai intenzione di farne altri ? 
Simonluca:Ho 13 tatuaggi di dimensioni diverse e di stile diverso. Alla seconda domanda rispondo con un “no limits”. 
Alex Dipietro 4^A Odonto

giovedì 14 febbraio 2019

Amore è ...

Oggi è il 14 febbraio, il giorno di San Valentino. Quale occasione è migliore di questa per parlare di Amore, quello con la A maiuscola?
Così, seduti in cerchio, ognuno di noi esprime il suo concetto di Amore. Vincenzo dice che l'amore è una favola i cui protagonisti sono due persone che si completano a vicenda in quell'avventura unica che è la vita. Quest'avventura è come un libro di cui si conosce l'inizio, ma non la fine. Si succedono vicende entusiasmanti che rendono felici le due anime gemelle, ma a volte il destino pone ostacoli non sempre superabili. Miriana sostiene che l'Amore è quando la felicità dell'altro è più importante della tua perchè lo metti al primo posto nella scala delle tue priorità, mentre, secondo Mattia, Amore è riuscire a scorgere in chi ti sta vicino ciò che gli altri non vedono e che quindi rende unica la persona amata. E poi è la volta di Francesca che, citando le parole di una canzone, afferma che l'Amore ti fa crescere e a volte ti stravolge la vita in positivo quando si ha la fortuna di avere al fianco una persona capace di inventarsi per te. E legge il testo della canzone che nel suo titolo racchiude tutta l'essenza dell'Amore, "Abbi cura di me" di Simone Cristicchi. Amore è infatti prendersi cura l'uno dell'altro, nel rispetto e nell'accettazione di pregi e difetti, camminando fianco a fianco per condividere quell'avventura di cui parlava Vincenzo.
4^ A Odonto