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sabato 2 dicembre 2017

Calendario dell'Avvento interattivoPrimo dicembre: inizia il countdown

La tradizione del calendario dell'Avvento é nata nei Paesi di lingua tedesca, come modo per riempire il periodo di attesa della grande festa, creando aspettative quotidiane che precedono il Natale. In realtà, l'inizio del calendario non coincide con il tempo dell'Avvento, ma va dal primo al 24 dicembre.
Diffuso ormai in tutto il mondo, esso si può fare in mille modi, l'unico ingrediente è la creatività.
Noi abbiamo predisposto un calendario interattivo attraverso il quale ogni giorno i nostri lettori potranno scoprire immagini, video, presentazioni inerenti le attività del nostro progetto " Let's mind our own business", quest'anno incentrate sull'imprenditorialità e le nuove tecnologie.
Buona attesa!
La Redazione

venerdì 1 dicembre 2017

Premio Nazionale "Giornalista per 1 giorno"

Abbiamo il piacere di comunicarVi che il nostro giornalino online “Il filo conduttore” ha ottenuto il Premio Nazionale “Giornalista per 1 giorno”. 
Grande compiacimento da parte del Dirigente prof. Maurizio Franzò e dell’intera comunità scolastica, nonché dell’Unità Nazionale eTwinning alla cui piattaforma è dedicata una sezione del giornalino.
Per ritirare il premio una nostra delegazione si recherà a Chianciano in occasione del Festival delle eccellenze che si svolgerà nel mese di aprile 2018.
La Redazione

mercoledì 1 novembre 2017

Riflessioni a pochi giorni dal votoVotare non è solo un diritto, ma anche un dovere

Mancano ormai pochissimi giorni alle elezioni regionali e dunque i Siciliani aventi diritto di voto si stanno orientando per esprimere il proprio consenso sulla base delle scelte politiche e delle proprie convinzioni ideali. Con questo articolo mi voglio rivolgere a tutti coloro che stanno pensando di astenersi dal voto, facendo questo breve excursus sulle leggi elettorali partendo dall’Unità d’Italia . 
La prima legge che regolò il diritto di voto fu quella emanata dal Re Carlo Alberto di Sardegna nel 1848. 
La legge stabiliva norme diverse per il Senato e per la Camera dei deputati. I senatori, infatti, erano nominati direttamente dal re, mentre i deputati erano eletti dai cittadini con un suffragio particolarmente ristretto. In particolare potevano votare solo i cittadini maschi in possesso di particolari requisiti: l’età, che non doveva essere inferiore ai 25 anni; il censo, vale a dire il reddito che doveva superare le 40 lire annue; l’alfabetizzazione, cioè la capacità di leggere e scrivere. 
In un Paese povero e agricolo come l’Italia, in quel tempo solo il 2% degli uomini erano in grado di soddisfare tutti e tre i requisiti .
Solo nel 1882 ci fu una legge elettorale (legge 593/1882) che allargò il suffragio, perché si modificarono i limiti troppo restrittivi della precedente legge. La novità più importante riguardò lo stretto legame che istituiva tra istruzione e voto, infatti tutti i cittadini maschi che dimostrarono di saper leggere e scrivere, indipendentemente dal proprio censo, poterono votare. Gli effetti furono notevoli: gli elettori superarono i due milioni, una cifra quattro volte superiore rispetto alla precedente legge .
Dal Novecento iniziò un cammino verso il suffragio universale che fece registrare un’altra importante tappa con il Testo unico n.821 del 26 giugno 1913, in quanto fu istituito per la prima volta il suffragio universale maschile, pur con alcune limitazioni. Infatti la legge prevedeva due categorie di elettori : 
i cittadini di età compresa tra 21 e 30 anni che avevano prestato servizio nell’esercito, nella marina e negli altri corpi armati; 
tutti i cittadini maschi di età superiore a 30 anni .
Ad ogni modo , nonostante i “filtri” questa legge estendeva il diritto di voto al 94% della popolazione maschile.
Il raggiungimento del suffragio universale vero e proprio è avvenuto però solo alla fine della seconda guerra mondiale. Alla fine del conflitto, infatti, fu indetto un referendum per stabilire quale forma istituzionale dare al Paese, se continuare a essere una monarchia o diventare una repubblica . Il governo provvisorio stabilì che dovessero essere i cittadini italiani a decidere. Il referendum istituzionale avvenne giorno 2 giugno 1946 e in quella occasione, il d.l. . n. 23/1945 allargò il diritto di voto a tutti i cittadini maggiorenni uomini e donne .Adesso proverò ad esprimere un mio ragionamento, basandomi sugli articoli presenti nella nostra costituzione ed invito i lettori, soprattutto quelli che sono orientati ad astenersi o a non recarsi alle urne, a riflettere sul dettato Costituzionale laddove dispone che l’esercizio del voto è dovere civico. Per la nostra Costituzione, quindi, andare a votare è un dovere civico. Non solo un diritto, dunque, ma un preciso dovere. Un dovere nei confronti degli altri, di tutti coloro che costituiscono e formano la società. All’art. 2, la nostra Costituzione impone a tutti i cittadini, indistintamente, l’adempimento di doveri, di solidarietà politica, economica e sociale. La solidarietà politica risiede soprattutto nell’espressione del voto, oltre che nella disponibilità a candidarsi per rappresentare l’intera collettività nelle istituzioni democratiche.Non votare, per la nostra Costituzione, significa venire meno ad un preciso dovere (art. 48) e a un preciso obbligo (art. 2) legati al ruolo che ogni cittadino svolge all’interno della società.Il disimpegno elettorale, evidentemente, è considerato un atteggiamento contrario al ruolo sociale, “civile”, prerogativa e dovere di ogni cittadino.Inoltre, non votare è anche un abdicare, una rinuncia a far valere la propria opinione e la propria volontà. Significa delegare ad altri scelte che spettano ad ogni votante .
Giovanni Baglieri 3 A Odonto

domenica 8 ottobre 2017

“Se un uomo è gentile e cortese con uno straniero, mostra di essere un cittadino del mondo e che il suo cuore non è un’ isola 3 ottobre 2017 Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione

Nell’ambito del progetto eTwinning “P.E.A.C.E.” acronimo di PEACEFUL, EMPATHETIC, AFFECTIONATE, CONSCIOUS, ETWINNERS, avviato nel corrente anno scolastico con numerose scuole europee che si affacciano sul Mediterraneo, abbiamo dedicato parte della nostra giornata scolastica, al ricordo di tutte le vittime dell’immigrazione, uomini, donne e bambini che hanno perso la vita, nel tentativo di raggiungere il nostro paese. 
Infatti, il 3 ottobre si celebra in Italia la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione, istituita nel 2016 "per ricordare chi ha perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria". 
E' stata scelta questa data perché il 3 ottobre 2013 al largo dell'isola di Lampedusa, 368 immigranti morirono in uno dei più tragici naufragi avvenuti nel Mediterraneo. Una barca con 500 persone a bordo era partita pochi giorni prima dalla Libia. In prossimità dell'Italia alcuni migranti avevano dato fuoco a una coperta per essere visibili dalla costa, ma il fuoco era divampato troppo velocemente. Molti si gettarono in mare e la barca si ribaltò provocando quasi 400 morti. 
Per celebrare questa giornata, lunedì 3 Ottobre, 200 studenti provenienti da tutta Italia, ma anche da Austria, Francia, Malta e Spagna, sono arrivati a Lampedusa per confrontarsi e approfondire i temi dell'immigrazione, dell'integrazione, dei diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Gli studenti hanno incontrato alcuni superstiti della tragedia di 4 anni fa, il presidente del Senato Pietro Grasso e il ministro Fedeli. 
Martedì 3 ottobre partendo da Piazza Castello gli studenti sono arrivati fino al monumento Porta d'Europa, opera di Mimmo Paladino e alla Marcia hanno partecipato anche immigrati sopravvissuti al naufragio. 
Partendo da questo avvenimento abbiamo parlato a lungo con i nostri proff. del problema dell’immigrazione, riflettendo sul fatto che l’incontro tra culture diverse deve essere un’occasione di arricchimento e di confronto. Abbiamo quindi prodotto un’immagine che veicola un importante messaggio: una stretta di mano con un ramoscello d’ulivo nel “Mare Nostrum” che abbiamo immaginato non come luogo di frontiera o di morte, ma come luogo d’incontro e condivisione, valori che sono alla base del progetto PEACE.
Classe 3 A Odonto  


venerdì 29 settembre 2017

“Chi non conosce le lingue straniere non sa niente della propria” (Goethe) European Day of Languages

La European Day of Languages si propone di dimostrare come l’apprendimento delle lingue permetta ai cittadini di arricchire la propria vita, di conoscere idee nuove, di tenere la mente allenata. Essa ha avuto luogo per la prima volta nel 2001, in occasione dell’anno europeo delle lingue. Da allora il 26 settembre si celebra la Giornata Europea delle Lingue allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e incoraggiare lo studio delle lingue straniere durante tutto l’arco della vita. Anche noi in collaborazione con altre scuole europee, abbiamo celebrato questa giornata consapevoli dell’importanza dell’apprendimento delle lingue straniere la cui conoscenza può aprire la strada verso culture e orizzonti nuovi. In questa occasione abbiamo anche riflettuto sulla storia e curiosità della nostra lingua, ventunesima lingua al mondo per numero di parlanti. 
L’italiano deriva dal latino, non dal latino classico che si studia a scuola, ma dal latino volgare, parlato dai soldati, dai contadini e abitanti della provincia romana. 
Tra i primi a ritenere che il volgare dovesse sostituire il latino c’era anche Dante Alighieri che alla questione dedicò un’opera “Il De vulgari eloquentia”. 
In Italia si parlano così tanti dialetti che secondo l’enciclopedia Treccani è persino difficile contarli. Il più diffuso è il napoletano con circa 5,7 milioni di parlanti, seguono il siciliano, il veneto, il lombardo e il piemontese. 
Le parole italiane più utilizzate e conosciute all’estero sono quelle tratte dalla nostra eccellente cucina: pizza, cappuccino, spaghetti ed espresso, seguiti da mozzarella e tiramisù. 
Alla buona cucina seguono parole provenienti dalla musica come “sonetto”, “pianoforte”, “adagio”. Non dimenticando infine che “ciao” è una delle forme di saluto più utilizzate al mondo. 
E’ chiaro, dunque, che gli italianismi più diffusi sono proprio quelli capaci di riflettere gli aspetti più tipici ed apprezzati della nostra cultura, a testimonianza del fatto che la diversità delle lingue non è una diversità di suoni e di segni, ma di visioni del mondo.
Classe 3°A Odonto

I giovani tra alcol e droga

Il disagio e la voglia di evasione dei giovani trovano spesso sfogo nella droga e nell' alcol che provocano danni tremendi a ragazzi spesso inconsapevoli dei pericoli a cui vanno incontro. 
Una pasticca per provare, trascinati dal gruppo, un bicchiere dopo l’altro, per sentirsi più forti, disinibiti, meno soli. 
I dati sono allarmanti: un giovane su quattro, tra i 15 e i 19 anni, ha provato sostanze stupefacenti. Nella sola città di Torino risulta che in 9500 hanno fumato cannabis, 730 hanno assunto cocaina,160 eroina e 440 benzodiazepine, antidepressivi, antidolorifici oppiacei da soli o mescolati con alcol e altre sostanze. Una delle ultime frontiere dello sballo è questa: sedativi assunti impropriamente, con effetti destabilizzanti su fisico e psiche. 
Oltre all’abuso di droga e sostanze chimiche c’è la moda di "sfondarsi" d’alcol, un fenomeno che viene chiamato “binge drinking", il bere a più non posso. 
I medici descrivono così le conseguenze: “Ubriacarsi ripetutamente, a lungo andare, altera non solo i recettori cerebrali, ma può avere un’azione irreversibile sulla memoria a lungo termine”. 
Una conseguenza immediata di questo fenomeno sono gli incidenti stradali. Secondo i dati emersi da una ricerca svolta dalla Fondazione Ania, ogni anno in Europa muoiono 7 mila persone in incidenti stradali dovuti alla guida in stato d’ebbrezza. 
La commissione europea propone interventi di formazione e controlli serrati per il guidatore e si sta pensando anche a dispositivi di blocco motore, però per dei risultati ottimali ci vorranno ancora 14-15 anni . 
Intanto la migliore arma resta la prevenzione su cui investire nel breve, medio e lungo termine, in maniera permanente e continuativa. Le azioni di prevenzione devono essere strutturate considerando che tutte le sostanze stupefacenti sono pericolose per la salute psico-fisica e sociale dell’individuo e devono essere sostenute e mantenute nel tempo al fine di assicurare alla comunità, ed in particolare ai giovani e ai gruppi sociali vulnerabili ed alle loro famiglie, ambienti sani, sicuri e quanto più possibile liberi dalle droghe. Tali azioni devono, dunque, puntare a rendere la persona non soltanto consapevole dei rischi e dei danni derivanti dall’uso di droghe, ma devono anche, e soprattutto, proporre dei comportamenti e degli stili di vita sani al fine di evitare drammatici eventi.
Giovanni Baglieri 3°A Odonto

giovedì 28 settembre 2017

Una cerimonia per ricordare Orazio morto alla vigilia del suo diciottesimo compleanno Un ulivo in memoria di Orazio

E' iniziato un nuovo anno scolastico, l'ultimo per la 5AS del Liceo Scientifico. Anche Orazio Spataro avrebbe dovuto affrontare questo ultimo anno di scuola, ma il destino è stato crudele con lui. Nella notte del 22 luglio scorso ha perso la vita in un tragico incidente sulla Ispica-Pozzallo, mentre tornava a casa dopo una serata trascorsa a Pozzallo con gli amici. Per ricordarlo, lunedì 18 settembre, giorno in cui Orazio avrebbe compiuto 18 anni, si è svolta una cerimonia nell'Istituto Gaetano Curcio alla presenza dei suoi genitori, di tutte le autorità cittadine di Pozzallo e Ispica, dei sindaci Roberto Ammatuna e Pierenzo Muraglie, del Dirigente scolastico Maurizio Franzò, dei sacerdoti don Salvo Bella e don Davide Baglieri e di una rappresentanza locale degli Scout.
In tutti gli interventi è stato ribadito con forza il valore della vita e dell'amicizia e tutti noi ragazzi presenti siamo stati invitati ad amare la vita, vivendola con entusiasmo, amore e gioia. La stessa gioia e amore per la vita che Orazio aveva sul viso, ogni giorno, in ogni cosa che faceva, nelle mille iniziative che portava avanti per gli amici, per la parrocchia o semplicemente perché ci credeva.
Particolarmente forte il messaggio di Don Salvo che, riprendendo una citazione di Giovanni Paolo II, ha detto: "Cari ragazzi, prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro".
Emozionante il ricordo che, a nome della classe, ha letto Carmelo Covato tra le lacrime. "La sua mancanza - ha più volte ribadito - sarà una mancanza incolmabile nella nostra vita in classe, nelle nostre vite".
Infine i biglietti e le lettere dei compagni interrati insieme alle radici di un ulivo nel giardino a pochi passi dall’ingresso della nuova palestra dell’istituto. Quell’albero secolare, simbolo della pace e della nostra terra, ricorderà a tutti noi studenti l’amore di Orazio per la vita e per l’amicizia e ci ricorderà di coltivarli anche nel suo ricordo.
Un volo di palloncini bianchi e il ricordo di Orazio da parte degli Scout hanno concluso una cerimonia che ha toccato i cuori di tutti, ricordandoci quanto sia importante vivere la vita con pienezza, lontano da superficialità e banalità.
Gli alunni della 3°A Odonto