facebookemail

Pages

domenica 11 giugno 2017

L' omaggio di Lucia Sardo a Felicia Impastato Un incontro con la “madre dei ragazzi”

Emozionante e intenso lo spettacolo teatrale ‘La madre dei ragazzi’ portato in scena in questi giorni nel cinema Diana a Ispica da Lucia Sardo per rendere omaggio a Felicia Impastato, madre di Peppino Impastato giornalista ammazzato dalla mafia nel 1978. Lo spettacolo tratto dal film ‘I cento passi’ di Marco Tullio Giordana ha raccontato il coraggio di questa madre che è andata contro il marito, la sua famiglia e il suo ambiente  pur di far emergere la verità e le responsabilità di Cosa Nostra nell'omicidio del figlio che inizialmente le istituzioni volevano far passare come suicidio.
Lucia Sardo ha invitato più volte noi ragazzi a rintracciare nella nostra vita il filo d’Arianna e a ritrovare noi stessi lontano da cellulare, giochi virtuali, banalità e pubblicità online e reali. “Il mondo - ha detto -  ci propina in continuazione schemi di morte. Voi ragazzi dovete scegliere ogni giorno tra la luce e il buio e non lasciate che siano gli altri a scegliere per voi. Siate voi i cocchieri della vostra carrozza”. 
La Sardo ci ha anche raccontato del giorno in cui Marco Tullio Giordana l’ha accompagnata a casa di Felicia Impastato. “Arrivata a Cinisi mi resi conto che quell’aeroporto era  stato costruito in un luogo pericoloso. Ma  questo evidentemente non importava a nessuno. L’unica priorità della politica corrotta e delle istituzioni corrotte o conniventi – ha raccontato ancora la Sardo -  era stata quella di scegliere  i terreni di proprietà dei mafiosi che quindi con l’esproprio per l’aeroporto si sono arricchiti. Non si potevano scegliere altri terreni magari pianeggianti. Peppino aveva lottato tanto contro gli affari mafiosi che avevano fagocitato la costruzione dell’aeroporto ma a nessuno era importato nulla. In quell’aeroporto  non è possibile per un pilota fare il minimo sbaglio perché lo schianto sarebbe inevitabile in quanto nelle immediate vicinanze dell’aeroporto ci sono da una parte il mare e dell’altra le montagne”. 
Lucia Sardo ha poi anche raccontato tutti i dettagli dell’incontro con Felicia: “Nella casa di Felicia la prima cosa che mi colpì fu l’altare con tutti i libri e gli attestati del figlio Peppino, primi  fra tutti la pergamena della laurea postuma e il tesserino dell’Ordine dei Giornalisti. Anche questo postumo. Una sorte di altare laico per celebrare la forza e il coraggio della legalità. In quella casa di via Umberto a Cinisi, io imparai l’ascolto. Felicia riusciva a carpire l’ascolto del volto che aveva di fronte. Ogni mattina si svegliava alle 5 per ripetersi fino alla 7 tutte le storie del figlio e le vicissitudini legali successive alla sua morte. Non era timida ma timidamente mi disse: ’Devi fare conoscere la storia di mio figlio a tutti’. Tornai a nutrirmi alla casa di Felicia – continua nel suo racconto Lucia Sardo -  perché ribadisco che Peppino era frutto, ma radice era Felicia. Peppino era il figlio di Felicia Bartolotta  e non era Felicia la mamma di Peppino. Felicia aveva una natura fiera ed era pura energia. Negli anni 40 quando ancora le donne non avevano il diritto di voto lei ha avuto il coraggio di mandare al diavolo un matrimonio poco prima che si celebrasse. Per poi sposare il papà di Peppino. Uomo che si vergognava del figlio Peppino quando questi criticava i suoi amici mafiosi, primo fra tutti Tano Badalamenti suo padrino di battesimo  e primo boss mafioso di Cinisi. 
Gli amici possono annebbiarci la vita e gli affetti: cari ragazzi state attenti agli incontri. Gli occhi devono  cercare e vedere il bello: voi non andreste ad annusare i gabinetti pubblici”. 
Lucia Sardo ricorda pure le parole di Felicia riguardo alla possibilità del perdono: “Hanno fatto una mattanza non un omicidio, mio figlio con l’esplosivo fu fatto a pezzi. I carabinieri me lo portarono a casa dentro un sacco di plastica. E’ Dio che li deve perdonare”. 
Felicia si costituì parte civile contro la mafia e fu la seconda nella storia di Italia, nella storia dei processi contro la mafia in Sicilia. Prima di lei si era costituita la mamma di Turiddu Carnivali. Accanto a lei ci furono gli amici di Peppino che furono tutti schedati e pedinati come delinquenti. Hanno dovuto combattere contro istituzioni corrotte e burocrazia sciatta. Chinnici, Falcone, Borsellino che si trovarono dalla loro parte furono tutti ammazzati.  
Aveva la quarta elementare Felicia, ma ottenne  le scuse dallo Stato Italiano, insieme alla condanna di Badalamenti  come mandante dell’omicidio del figlio dopo 24 anni dalla morte. Fino a 88 anni ha raccontato ai ragazzi la forza degli ideali di dignità, pace e giustizia.  “Felicia - racconta ancora la Sardo- diceva ai ragazzi  ogni giorno e in ogni momento che la mafia non si sconfigge con le parole ma con la cultura. 
I primi anni in cui organizzava la manifestazione per gli studenti contro la mafia tutte le finestre di Cinisi rimanevano chiuse. La paura rende schiavi. Felicia nel 2000 ha visto il film ‘I cento passi’ al cinema con i ragazzi delle scuole che l’abbracciavano dinanzi alla scena del  funerale. Per questo lei è la madre dei ragazzi e non solo la madre di Peppino Impastato. Mi raccontava che tutti i mercoledì lei guardava il film di suo figlio e io piangevo per questo, mentre lei rideva e chiacchierava. Lei è proprio la madre dei ragazzi!”
Grazie Felicia Impastato, grazie Lucia Sardo.
Miriana Cappello 2°A Odonto

mercoledì 7 giugno 2017

Paolo Magri incontra gli studenti delle classi quinte Il professore Paolo Magri ospite illustre dell’Istituto Curcio

Giorno 19 Maggio 2017 le classi quinte dell’Istituto G. Curcio hanno partecipato ad un seminario-dibattito con il professore Paolo Magri, vicepresidente esecutivo e direttore dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale e docente di Relazioni internazionali all’Università Bocconi di Milano.
Per coinvolgere nel dibattito tutti i presenti, il prof. Magri ha chiesto agli studenti quale situazione internazionale li preoccupasse maggiormente e, tenendo conto delle loro risposte, ha affrontato, con l’ausilio di slide, le varie tematiche della politica internazionale,spaziando dall’America di Trump alla Russia di Putin, al Medio Oriente e affrontando i diversi problemi che attanagliano il nostro pianeta dall’immigrazione al terrorismo.
Alla domanda di uno studente su quale fosse, suo avviso, la crisi più preoccupante, il professore ha risposto che la situazione più critica è quella riguardante l’Europa, in particolare l’Italia con il grave problema dell’immigrazione. Infatti, poichè molti paesi hanno chiuso le frontiere, la penisola continua ad essere meta di continui sbarchi di profughi. Tale fenomeno è stato una delle cause che ha portato la Gran Bretagna ad uscire dall’Unione europea, da qui il termine BrExit che è l’acronimo di Britain Exit. 
Il professore Magri ha quindi illustrato le possibili conseguenze economiche dell’uscita del Regno Unito dalla Comunità Europea e si è soffermato sul destino dei numerosi giovani europei che al momento si trovano in Gran Bretagna per motivi di studio o di lavoro. Sarebbe grave se altri stati decidessero di uscire dall’UE in quanto la comunità europea si disgregherebbe. La Francia aveva annunciato che dopo le elezioni sarebbe uscita anch’essa, ma ha vinto il presidente Emanuel Macron che ha esplicitamente affermato di credere nell’Unione e non pensa assolutamente di chiudere la Francia in se stessa, ma di continuare come stato dell’UE.
A conclusione dell’incontro, certamente gli studenti hanno acquisito una maggiore consapevolezza delle dinamiche che muovono la politica internazionale e hanno apprezzato come il professore Magri sia riuscito ad affrontare tematiche di così grande portata con un linguaggio semplice e coinvolgente.
Giulia Nuzzo e Giosuè Sfragaro 5^B Odonto

lunedì 5 giugno 2017

Giovani giornalisti per l’ambiente: bubble tea, the taste of waste

L’ubica Hildebrandová è una professoressa di una piccola “eco school” nel cuore della Slovacchia, riconosciuta a livello internazionale perché si occupa  da ben cinque anni di programmi ambientali, come per esempio campagne per il riciclaggio dei rifiuti, per una corretta alimentazione, per la salute, per lo sviluppo sostenibile.  L’ultimo progetto per cui la scuola è stata premiata é“ the secret  of water”. La professoressa Hildebranova’ ci  ha chiesto di supportare i suoi  studenti  in un’altra competizione internazionale: Young reporters for the environment, una piattaforma dove i giovani, attraverso video, foto ed articoli trattano  e denunciano problematiche ambientali. Le sue studentesse Alexandra Anna Florekova  e  Natalia  Horvathova hanno realizzato un video dal titolo: bubble tea, the taste of waste!
Aprite il link e cliccate sul marchio rosso. Per loro è molto importante! Il video ci ha divertito ed incuriosito. Per questo, a lei e alle sue alunne abbiamo rivolto alcune domande.
What is Bubble tea?
Bubble tea is the name given to the wide variety of refreshing flavoured fruit teas and milk teas served ice cold or piping hot with chewy tapioca balls that you suck up through a big fat straw. Yum – It’s like a quirky snack and drink in one. The tapioca balls are sometimes referred to as “pearls” or “boba”, which some people say over time has evolved in to the world “Bubble” – isn’t it interesting how language can do that? However the true origins of the name  come from the small floating bubbles that are created by the vigorous shaking involved in making Bubble tea.
This new phenomenon spread rapidly to other Asian Countries before sneaking through the back door of the Chine towns all over North America (USA) and Australia.
What is the video of your students about?
Bubbleology is a lifestyle brand of bubble tea from UK which has recently become very popular among teenagers in Slovakia. Bubble tea attracts by bright colours and a tea-bar concepts. Its inseparable part, however, are plastic cups with a jumbo straw. They end up in landfills and produce mountains of waste. 
Bubble tea is a modern way of drinking tea. Served hot or cold, sipped through a fat straw, bubble tea has become a worldwide phenomenon. Young people love this tea for its taste, jelly balls at the bottom, and attractive appearance. Let’s have a look at what people think about it – this is our video:  about plastic cups which are more and more. Plastic cups end up in waste dumps and incinerators. These cups cannot be recycled. 
Since plastic cups are made of polypropylene, in Slovakia are not recyclable. Cups are recyclable only abroad and that’s very expensive.
Something more about your school…
Jan Palarik Elementary School is a state rural school (district Trnava, region Trnava, country Slovakia). There are about 200 pupils and 17 teachers in the school. Our pupils are 6 to 15 years old. We work in various projects. We are an internationally certified Eco School. We have been working for 5 years in the Young Environmental Reporting Program. Each Year, we have various community action days with pupils – for example: Campaign for Less Waste, Eat Responsibly. Pupils work on various class and schools projects – for example: The Secret of Water, We Offer Health – From Garden, Nature and Region… The school also offers various opportunities for pupils – for example: music education (play on various musical instruments), visual arts, sports (especially football). We also focus on the culture and traditions of our region. Our pupils have the opportunity to work in the folklore ensemble Rozmarincek. This ensemble represents not only our school, but also the district and county at various folklore events and competitions within Slovakia.
Roberto Caschetto e Martina Petrolo 4°AO

giovedì 25 maggio 2017

Con il progetto Fixo la scuola diventa intermediaria nel mercato del lavoro Progetto Fixo nelle scuole

Il professore Cosimo Di Giorgio, referente per la nostra scuola del progetto Fixo, insegna Economia aziendale all’Istituto Alberghiero G. Curcio di Ispica.
Oggi ha incontrato gli alunni delle classi quinte illustrando i contenuti e gli obiettivi del progetto stesso.
Professore ci può spiegare brevemente cos’è il progetto Fixo?
L’Istituto Curcio aderisce per il secondo anno consecutivo al progetto Fixo che è in collaborazione con Italia lavoro. Si occupa di erogare servizi ai diplomati dei diversi indirizzi dell’Istituto.Questi servizi di orientamento consistono nel dare supporto ai giovani presso i centri territoriali per l’impiego, utilizzando la DID online e facilitano il loro inserimento nel programma di Garanzia giovani. Inoltre Fixo fornisce una serie di informazioni relative ai vari corsi di formazione professionale, attività lavorative e incentivi professionali.
Nel nostro territorio ci sono altre scuole che hanno aderito a questo progetto?
Si, nella provincia di Ragusa ci sono sei scuole che hanno aderito al progetto Fixo. In ogni provincia ci sono mediamente dieci Istituti che vi aderiscono e lo scopo è quello di ampliare la gamma degli intermediari nel lavoro, in modo che oltre ai centri territoriali di impiego, anche le scuole diventino attori della Politica del lavoro.
Come può la scuola contribuire ad aiutare i giovani ad inserirsi nel mondo del lavoro?
Con il progetto Fixo la scuola diventa intermediaria nel mercato del lavoro e quindi può informare i giovani circa le varie occasioni che si presentano. Infatti lo scorso anno alcuni diplomati dell’Istituto sono stati assunti grazie a questo progetto. Ci auguriamo che questo progetto sia utile a ridurre i tempi d’ingresso nel mercato del lavoro per voi neo diplomati e ad aumentare le possibilità di trovare occupazione in linea con il percorso formativo da voi seguito.
Giosuè Sfragaro e Adelaide Giamblanco 5^B Odonto

lunedì 8 maggio 2017

EVA TOTH: la nostra prof a distanza

Eva Toth è una docente di lingua inglese, in servizio presso la Nagykáta Ipari Szakköpiskola és Szakiskola, a pochi chilometri da Budapest, ambasciatrice eTwinning per l’Ungheria e animatrice digitale. Con lei abbiamo portato avanti ben tre progetti: “Addicted to technology”, “Beautylicious” e “Sound Mind in a Sound Body”. Con quest’ultimo ci siamo aggiudicati l’European Quality Label. Proprio in questi giorni un altro riconoscimento per questo progetto da parte di un’associazione di docenti di lingua inglese ungherese. La consideriamo ormai “una dei nostri” perché la professoressa Toth, anche se a distanza, è infatti per noi una preziosa presenza e un vulcano di idee. Neo-mamma di una bellissima bambina, l’abbiamo contattata per porgerle i nostri più cari auguri. Ne abbiamo approfittato anche per congratularci per quest’altro premio e farle qualche domanda che qui riportiamo.
How long have you been working with eTwinning and what does this community represent for you?
I have been a member for 5 years now, in this community I feel that I am surrounded by like-minded colleagues. Apart from projects, eTwinning contributes to my life long learning via events and workshops.
What are the benefits of this kind of projects?
There are many 21st century learning skills involved in the project, such as critical thinking, problem solving, communication and collaboration, ICT and real life skills.
What is your last prize about?
It’s given each year by the Hungarian association of language teachers. It is based on different topics, this year’s “collaboration”. So I thank you for your precious contribution!
Can we ask you how do you feel working with Italian partners?
I am very lucky to have found Maria Elena, her colleagues and her students as sometimes it is difficult to find partners who are as motivated as you. I like working with her and we can say that we are friends not just colleagues.
A last question: what are your plans for the future and what about meeting concretely?
I am on maternity leave now but I am in touch with Maria Elena, I follow your blog and your activities in general and we will surely work together in the future too. I’ve already been to Italy for a eTwinning conference in Rome. I love your Country. Yes, we will!
Martina Petrolo e Roberto Caschetto 4A Odonto

venerdì 28 aprile 2017

La nostra scuola al Trofeo Ruthinium Intervista a Barbara Piazza, titolare della Ruthinium
Sono Sebastiano Giallongo e Sebastiano Nanè della 5A Odonto a rappresentare la nostra scuola

In occasione della gara di protesi mobile, abbiamo incontrato Barbara Piazza, titolare dell'azienda Ruthinium, che gentilmente ha risposto alle nostre domande:
Lei è la titolare della Ruthinium, ci può parlare di questa azienda?
L’azienda è stata fondata nel 1965 da mio padre e dal fratello. Inizialmente si trovava a Torino e si occupava di materiali per i laboratori. L’idea di fabbricare denti è nata successivamente, nel 1972 a Badia Polesine in Veneto dove tutt’oggi c’è l’azienda e lì è iniziata la produzione. Adesso si producono 100.000 denti al giorno. Un’altra nostra azienda è nata in Libia e soddisfa il mercato asiatico e africano.
Cos’è il trofeo Ruthinium?
È una gara di protesi mobile indetta in tutte le scuole odontotecniche italiane. L’idea è nata per celebrare il 50° anniversario del marchio e piuttosto che fare celebrazioni in grande stile, abbiamo pensato di fare qualche cosa per gli odontotecnici ed i futuri odontotecnici. Quest’anno è il terzo anno, ci sono 57 scuole iscritte. Per ogni scuola, possono partecipare solo due studenti. La Sicilia è la regione con più scuole iscritte, ben sette. Dopo la Sicilia segue la Lombardia con sei scuole.
Da qualche anno viene nella nostra scuola. Che impressione si è fatta?
Io sono particolarmente legata a questa scuola perché è stata di fatto la prima scuola in cui sono arrivata e sono stata accolta benissimo. Il livello di preparazione è elevato e non a caso per due anni di fila il piazzamento degli studenti si è attestato tra il 4° e il 5° posto, e trattandosi di studenti diversi è chiaro che la preparazione è molto alta. A me questa scuola piace e non solo per il fatto che si trova in quest’angolo bellissimo di Sicilia. Entrare in questa scuola cosi come in tutte le altre, è stata per me una bellissima sorpresa
In attesa dei risultati che saranno pubblicati il 26 maggio, comunichiamo i premi per i vincitori:
Studente 1° classificato - Partecipazione al RUTHINIUM WORKSHOP che si terrà in Grecia, nell’isola di Evia, nel mese di settembre 2017 (volo aereo + una settimana di soggiorno gratuito per lo studente + un accompagnatore a discrezione dello studente stesso).
Studente 2° classificato - Partecipazione ad un corso teorico pratico di specializzazione in protesi totale della durata di due giorni, presso la sala corsi aziendale con relatori Ruthinium (rimborso delle spese di trasferta sostenute).
Studente 3° classificato - Partecipazione ad un corso Ruthinium della durata di un giorno a discrezione dell’alunno finalista, presso la sala corsi aziendale con relatori Ruthinium (rimborso delle spese di trasferta sostenute).
Studenti dal 4° al 6° classificato - Uno stage lavorativo della durata di 20 ore lavorative presso un laboratorio partner nella provincia di appartenenza dello studente vincitore.
Federica Buffa e Roberta Lupo 4 A Odonto

Il Curcio di Ispica unico in provincia nella rete regionale contro il bullismo “CyberAngels: una rete contro il bullismo”

L’Istituto di Istruzione Superiore “G. Curcio” di Ispica è l’unico in provincia ad essere inserito nel progetto regionale “CyberAngels: una rete contro il bullismo”.
La presentazione del percorso formativo si è svolta giorno 6 aprile nell’aula magna dell’Istituto alla presenza del dirigente CSA di Ragusa Giovanna Criscione, del sindaco di Ispica e dell’assessore all’istruzione, dei rappresentanti dei Comuni del comprensorio, del comandante della compagnia di Modica Capitano Edoardo Cetola e del comandante della stazione di Ispica Mario Iabichino.
Si tratta di un progetto finanziato dal Miur e promosso dalla scuola polo Liceo Scientifico Galilei di Palermo che vedrà fare squadra nel territorio siciliano ben nove istituti di istruzione superiore.
Nucleo centrale del progetto saranno la formazione, l’informazione e la sensibilizzazione di docenti, studenti e genitori al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo attraverso l’organizzazione di seminari, workshop e attraverso la realizzazione di cortometraggi, concorsi creativi, spot, podcast e  pagine multimediali. Inoltre il progetto focalizza l’attenzione in particolare sulla forte valenza pedagogica della peer education per cui saranno principalmente gli studenti formati e informati sul fenomeno a diventare nel territorio sentinelle contro il bullismo e il cyberbullismo  proponendo nei contesti in cui vivono stili di comportamento che garantiscono una comunicazione e gestione delle emozioni corretta e  una gestione sicura della propria vita on line. Hanno relazionato sul progetto il Dirigente scolastico Maurizio Franzò e il professore Salvatore Modica. La professoressa Angela Morana ha invece presentato lo spot, il logo creato dai ragazzi per avviare l’azione di sensibilizzazione e l’azione connessa alle bullbox e lifebox che saranno collocate nell’Istituto, mentre la professoressa Giuseppina Franzò ha parlato del blog “Il filo conduttore” creato dai docenti e dagli studenti degli indirizzi Odontotecnico e Manutenzione per promuovere riflessioni su valori e storie positive al fine di sconfiggere la banalità, l’aggressività e il bullismo.
L’azione del progetto “CyberAngels: una rete contro il bullismo” si abbina e si integra al progetto “Insieme contro il bullismo” portato avanti in questi giorni all’istituto “Curcio” dall’associazione ispicese “AttivaMente Insieme”, un progetto finanziato dall’Assessorato Regionale alle Politiche Sociali. Momento centrale della giornata di ieri sono state le relazioni delle psicologhe Giovanna Blanco e Chiara Abbattista e dell’avvocato Giuseppe Rustico dell’associazione “AttivaMente Insieme” che hanno parlato a lungo delle cause, degli aspetti e delle conseguenze del bullismo sia da un punto di vista psicologico, sia da un punto di vista legale e hanno relazionato sull’attività di formazione e informazione che stanno portando avanti in questi mesi nelle scuole ispicesi. Cornice della giornata le degustazioni curate da docenti e studenti dell’indirizzo Enogastronomico.
La Redazione