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venerdì 28 aprile 2017

Iniziate le riprese del lungometraggio Cor Jesus mecum est basato sulla storia di Maria Carmela Aprile fondatrice del Santuario del Sacro Cuore La vita di Maria Carmela Aprile in un film

A Rosolini, in provincia di Siracusa, sono iniziate le riprese del lungometraggio Cor Jesus mecum est basato sulla storia di Maria Carmela Aprile fondatrice del Santuario del Sacro Cuore. Noi siamo stati sul set e abbiamo intervistato il regista.
Ma prima di darvi notizie sul film, vogliamo farvi conoscere la figura di questa donna meravigliosa.
Madre Carmela Aprile nacque il 25 aprile 1878. Appena diciottenne si sposò con Gioacchino Gennaro da cui ebbe tre figli due dei quali morirono in tenera età. Per motivi di lavoro il marito emigrò in Egitto dove improvvisamente morì e Carmela rimase vedova a 25 anni. Dopo questa dolorosa esperienza iniziò il suo cammino di fede, di completa donazione a Dio e a chi soffre. La sua nuova vita iniziò con l’acquisto di un quadro raffigurante il Sacro Cuore di Gesù che Carmela custodì nella sua casa che divenne il luogo in cui si radunavano vicini e conoscenti per recitare il Rosario. Madre Carmela da analfabeta, imparò misteriosamente a leggere e a scrivere, lasciando un diario con le sue memorie, custodite oggi nel Monastero della Visitazione a Rosolini.
Logorata dal peso degli anni, Madre Carmela Aprile si spense serenamente il 10 Agosto 1968 e le sue spoglie mortali riposano nella Cripta ricavata da un’antica cisterna sottostante la cappella del Sacro Cuore di Gesù a Rosolini.
Madre Carmela, chiamata dai paesani: “la grande mamma di Rosolini”, è rimasta sempre legata al suo luogo natio,dando conforto e consolazione a tutti coloro che andavano a trovarla per avere da lei una buona parola e la speranza rafforzata dalla fede.
Questa è la scheda del lungometraggio
Direzione e regia: Roberto Luis Garay
Aiuto regista: Giuseppe Martorina
Coautore: Marcelo Gavez
Coordinatore Produzione: Paolo Di Gabriele
Direttore Fotografia: Nicola Forino
Collaboratori: Padre Stefano Modica, Ignazia Iemmolo, Mario Rossitto. 
Scenografi: Enzo Di Lorenzo e Francesco Ragogna.
Questo lungometraggio è stato ideato nel 2012 da Nicola Forino che ha realizzato nel 2014 il copione in spagnolo, successivamente tradotto in Italiano da Paolo Di Gabriele e Mario Rossitto. Pertanto questo film nasce dalla sinergia di tre anime: Roberto Luis Garay, Nicola Forino e Paolo Di Gabriele e racconta la storia vera di Madre Carmela Aprile che rappresenta l’anima viva della sicilianità, percepita e invocata come figura materna che emerge in modo sincero, intenso e autentico. Il film viene girato in parte in Italia e in parte in Argentina,per creare un legame tra i due Stati chiamato “ Trait-d’union tra Italia-Sicilia e l’Argentina”. L’intenzione è di creare un percorso devozionale, rafforzare la fede e soprattutto non dimenticare quello che ha fatto questa grande donna per Rosolini e non solo.
Le riprese son iniziate lunedì 27 febbrario 2017 e ad oggi sono state girate buona parte delle scene realizzate a Rosolini, grazie anche all’aiuto della signora Giovanna Massa che ha messo a disposizione il suo stabilimento dove all’epoca Madre Carmela passava molto tempo. A giugno le riprese continueranno in Argentina e a settembre il cast ritornerà Rosolini per completare le ultime scene.
Il film sarà proiettato per la prima volta in Vaticano alla presenza di Papa Francesco, nel mese di aprile 2018, in onore del cinquantesimo anniversario della morte di Madre Carmela.
Noi ci siamo recati sul set e abbiamo intervistato il regista.
Come sono stati scelti gli attori?
Quando è venuta fuori l’idea del film, si sono svolti dei casting ai quali hanno partecipato centinaia di persone provenienti da Palermo, Bari, Modica e Rosolini. A conclusione ne sono state scelte cento.
Chi interpreterà Madre Carmela?
Madre Carmela verrà interpretata da Elisa Franco, perché rispetta al meglio i tratti fisici di Madre Carmela.

Le emozioni che abbiamo provato, assistendo ad alcune riprese, sono state molto forti e l'atmosfera del set ci ha colpito nel profondo, anche perchè non capita tutti i giorni di stare a contatto con attori o registi.  
Adelaide Giamblanco e Giosuè Sfragaro 5B Odonto
Melania Giudice 3B Odonto

giovedì 13 aprile 2017

Pasqua in musica con "Traditional songs for Easter"

Un padlet multiculturale sul quale sono stati postati spartiti musicali, testi e video di brani tipici è il risultato del nostro ultimo progetto eTwinning, realizzato con scuole dell'Armenia, Georgia, Romania, Grecia e Italia.
Alla base di questo progetto vi è la convinzione che condividere musica abbia potere unificante e possa veicolare un messaggio di pace e conoscenza proprio in un momento in cui la comprensione reciproca tra i popoli è assolutamente necessaria.
Sul padlet trovano posto brani di diverse religioni, alcuni molto noti, altri meno, ma tutti pervasi di grande spiritualità. Alcuni comunicano drammaticità, altri gioia quando descrivono la "Resurrezione".
Questo è l'augurio che ci siamo scambiati: "Se ci conosciamo e lavoriamo insieme, allora potremo avere un futuro migliore".
Buon ascolto e Buona Pasqua!
La Redazione

martedì 11 aprile 2017

Approvata la legge per tutelare i minori stranieri non accompagnati

Negli ultimi anni è sempre più in aumento il fenomeno dell’immigrazione che vede protagoniste migliaia di persone le quali decidono di cercare fortuna in altre terre tra cui l’Italia.
Cercano asilo politico e protezione, fuggendo dai loro paesi in guerra e, pur di trovare un po’ di pace, si avventurano per mare su imbarcazioni decrepite che molto spesso naufragano, causando un alto numero di morti.
Il fenomeno più doloroso è quello dei minori stranieri non accompagnati il cui nome per la burocrazia è una sigla: MSNA. Si tratta di bambini e ragazzi che sono stati messi sui barconi dalle madri, affinchè ad almeno uno della famiglia fossero risparmiati fame, torture e morte, oppure che hanno visto morire i genitori durante il viaggio. Arrivati a destinazione, da soli, senza una famiglia che li protegga, molti di loro purtroppo finiscono nel giro della prostituzione e dello sfruttamento minorile.
Per garantire la loro tutela, nei giorni scorsi la Camera dei deputati ha approvato una nuova legge che stabilisce una serie di disposizioni il cui principio guida è la garanzia che i minori stranieri siano titolari dei diritti in materia di protezione dei minori a parità di trattamento con i minori cittadini dell'Italia e degli altri paesi dell'Unione Europea; che possano accedere al Sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati (SPRAR); che non possano essere respinti alla frontiera; che debbano essere aiutati nella ricerca di familiari e che possano essere oggetto di affido.
Raffaella Milano dell’organizzazione Save the Children ha dichiarato che “l’Italia può essere orgogliosa di essere il primo paese in Europa a dotarsi di un sistema organico che considera i bambini prima di tutto bambini a prescindere dal loro status di migranti o rifugiati”.
Roberta Lupo e Fabio Maiore 4°A Odonto

venerdì 7 aprile 2017

Io e il foglio bianco Sulle tracce del Senso

La prof. di Lettere mi invita a sviluppare la traccia Io e il foglio bianco… Ci penso un attimo ed eccomi.
Il foglio bianco è la vita. Sopra vorrei imprimere i valori più importanti che forse ultimamente sono stati messi da parte. In giro o in televisione tutti vediamo quanto le persone siano egoiste. Quasi tutti pensano al proprio interesse, pronti a puntare il dito contro. Sono poche le persone che prima di fare un qualcosa si mettono nei panni della persona che hanno davanti. Ecco perché  io prima di giudicare ci penso mille volte. Non mi piace la società in cui vivo e quindi cerco sempre di differenziarmi il più possibile.
Tempo fa parlando con un signore mi disse che quanto più una persona cresce tanto più diventa egoista. Mi disse che pure con i propri figli si diventa egoisti. Io, sicuro di me, gli dissi che era un folle. Come si può dire una cosa del genere? Ma i propri figli non dovrebbero essere più importanti della vita stessa di un genitore? Come fanno certi uomini ad abbandonare la propria donna con accanto bambini piccoli?
Ecco il messaggio che vorrei che molte persone comprendessero: il valore più importante è l’amore verso la propria famiglia. Io spero comunque che le cose cambino, anche poco, ma è importante che cambino.
Io non sono perfetto, nessuno lo è, ma sarò sempre coerente con i miei pensieri e felice di distinguermi.
Ai miei figli la prima cosa che cercherò di trasmettere sarà quella di amare la vita, perchè quando in giro vedo ragazzi che fumano e che sprecano la vita, mi si rattrista il cuore. La vita è una sola, ma se vissuta bene, una è più che sufficiente. Ai miei figli insegnerò a non fumare, perché io non sono cresciuto con una mentalità dipendente dalla massa, io sono cresciuto libero, libero di scegliere. Perché solo cosi si può scegliere cosa sia giusto o sbagliato per noi. Una delle cose più belle del nostro Paese è che siamo un paese democratico,grazie ai nostri nonni che hanno lottato affinché l’ Italia sia un paese in cui sia concessa a tutti la libertà di parola.
Un’altra cosa che vorrei che i miei figli imparassero da me, è il non mollare mai. Qualsiasi sia l’ostacolo, grande o piccolo, lo si deve superare. Anche il porsi degli obiettivi è una cosa importante. Non esiste obiettivo impossibile da raggiungere. Pensa che ogni volta che non credi nel tuo obiettivo, qualcun altro ne sta realizzando uno uguale.
Andrea Ripa 3°B Odonto

Intervista ad Alessandro Ruffino ambasciatore eTwinning

Oggi siamo andate a trovare il professore Alessandro Ruffino che insegna all’Istituto di Istruzione Superiore Paolo Calleri di Pachino (SR) ed è ambasciatore eTwinning per la Sicilia nonchè referente per la provincia di Ragusa. Gli abbiamo rivolto alcune domande.
Da quanto tempo lavora con eTwinning e come si fa a diventare ambasciatori?
Mi sono iscritto nel 2011 e nel 2014 ho partecipato ad un corso con metodologia flipped classroom tenuto dagli ambasciatori siciliani. Grazie a questo corso ho toccato con mano le grandi potenzialità di questa piattaforma. Ambasciatore lo si diventa partecipando a un bando dell’Indire e io sono stato selezionato arrivando 2°. Il mio ruolo consiste nel supportare l’attività dell’ Unità Nazionale, per attività di formazione, promozione e orientamento ai nuovi iscritti.
Cosa rappresenta per lei eTwinning e come ha inciso nel suo modo di fare Scuola?
eTwinning è una community dove possono accedere solo docenti. Gli studenti possono accedere solo quando un docente attiva un progetto. I ragazzi hanno a disposizione un ambiente di apprendimento sicuro chiamato "Twinspace"dove possono esercitarsi con l’uso delle nuove tecnologie. L’insegnamento-apprendimento diventa più stimolante perché si ha uno scambio di buone pratiche, "best practice", come dicono gli inglesi. Si conoscono altre culture, altri metodi di insegnamento, si consolida la conoscenza della lingua straniera e si fanno nuove amicizie.
Ha in corso progetti e qual è quello che lo ha coinvolto maggiormente?
Ho in corso ben sette progetti attivi. Quelli che mi hanno maggiormente coinvolto sono sono due, di cui io sono il fondatore “Do you know my town” e “Let’s visit a Country” che è alla sua 2° edizione ed ha ricevuto l’E.Q.L. (European Quality Label). Alla 2° edizione si sono aggiunti altri paesi: Ucraina, Georgia, Romania, Grecia. Adesso ho in mente un Erasmus Plus con Romania, Grecia e Portogallo, sperando nell’approvazione e nel finanziamento. In questo modo potremo uscire concretamente dal Twinspace e conoscerci personalmente.
Al professore Ruffino, che ringraziamo per la disponibilità, auguriamo tante altre gratificazioni  per i suoi progetti futuri e un buon lavoro come Ambasciatore eTwinning.
Rita Rizza  e Roberta Lupo 4°A Odonto

martedì 4 aprile 2017

Io e il foglio bianco Le pagine scritte per sempre

Mi piace la traccia da svolgere Io e il foglio bianco… anche se in un primo momento mentre la prof. la dettava mi sono stranito.
Il mio foglio bianco è difficile da pensare, sono un tipo che pasticcia, disegna e gioca con l’inchiostro; quindi penso che io non avrò mai un foglio bianco, a parte quelli dei compiti in classe, ma va bene....
Comunque scherzi a parte, il foglio può essere paragonato a qualunque cosa, se bianco ovviamente; a me piace paragonarlo ad ogni giorno della mia vita, ogni giorno un foglio nuovo.
Questo non vuol dire che io stesso scrivo la mia vita, cioè che sia un Dio, però, accompagnato da lui posso farlo meglio, cioè posso scrivere. 
Per molti, secondo questa filosofia, i fogli sono pochi, il loro libro alla fine sarà piccolo, per altri grande e per altri metà.
Oggi penso che ognuno di noi strappi troppi fogli, troppi ne buttiamo! Non riusciamo a vivere pienamente la nostra vita; troppe distrazioni, ecco perchè dicevo, per molti sarà piccolo... E se poi penso a tutti quelli che lo lasciano a metà, mi viene da piangere, ormai i suicidi sono più comuni delle morti naturali.
Certe volte mi soffermo e penso.. Perchè le persone che sono vissute pochi anni prima di noi hanno scritto tante pagine di vita, quasi delle enciclopedie e tutti noi giovani e adulti di questo tempo, se pensiamo alle nostre vite, troviamo solamente qualche pagina?
C’è qualcosa che non va, forse siamo schiavizzati da qualcosa? C’è qualcuno che non ci permette di essere noi stessi? Ebbene si, la tecnologia mangia le nostre pagine.
Dopo tanta riflessione, sono arrivato a una conclusione: ma quando un giorno dovranno raccontare qualcosa di noi, cosa diranno? Che eravamo un popolo sottomesso ad uno schermo?
Brutto da pensare!
Purtroppo è così, ciò che è scritto, come i fatti, le azioni, le scelte, se tutto questo lo scriviamo nel nostro libro, non se ne andrà mai, potrà essere tramandato per sempre!
Facciamoci tutti caso a questo che sto dicendo, quando si racconta una storia, come quella di mio nonno ad esempio, non si finirebbe mai di parlare, le pagine sono così piene da far girare la testa. Se invece guardi le pagine, anzi i fogli strappati di oggi, si e no troverai l’orario dei post che si pubblicano su Facebook.
Quello che voglio dire è che dobbiamo cominciare a riprenderci la nostra vita, riprendere a vivere pienamente, cioè senza imbambolarci davanti a cose che un giorno ci sono e un altro non ci sono più.
Dobbiamo essere più liberi di fare!
Angelo Di Rosa 3°B Odonto

sabato 1 aprile 2017

Storia di una passione GRUPPO-COVER BAND ISPICESE “MONKEY BRAIN”

Quando è nata la vostra band?
La nostra band è nata qualche anno fa, non c’è una data precisa. Ci siamo conosciuti e, appassionati dalla musica, abbiamo iniziato a cantare. Pian piano oltre che per la musica abbiamo iniziato ad incontrarci anche come semplici amici e infatti è proprio questo il bello della nostra band. Non siamo musicisti professionisti ma è l’amicizia e la passione che mettiamo in questo “hobby” che fa di noi un bel gruppo.
Come avete chiamato la band e perché?
Noi siamo “MONKEY BRAIN”. Noi membri siamo: Riccardo alla chitarra insieme a Marco ed Angelo, Gaetano alla voce, Alex alla  batteria e Antonio al basso. Siamo sei ragazzi giovani e semplici, con tanta voglia di fare musica e far divertire le persone. Monkey brain,che letteralmente significa “cervello di scimmia”, è un nome divertente un po’ dato a caso. Diciamo che ci rappresenta: siamo giovani, frizzanti, un po’ sbadati, ognuno con i propri pregi e difetti, siamo probabilmente poco bravi ma riusciamo a divertirci e far divertire. E questo è l’obiettivo della nostra band!!!
Come avete cominciato a cantare insieme?
Abbiamo cominciato per gioco, non c’è stato un motivo preciso. Forse la vera motivazione che ci ha spinti ad intraprendere questo percorso è stata proprio la passione per la musica. Non vogliamo che questo “impegno” diventi la nostra professione, non suoniamo principalmente per guadagnare ma suoniamo per il piacere di farlo, per divertirci e per apportare qualcosa alla nostra città, qualcosa che coinvolga i giovani e i meno giovani. Nonostante per noi sia un hobby, ci impegniamo al massimo per migliorare incontrandoci almeno una volta a settimana per provare e imparare nuovi brani.
Quale la vostra canzone preferita e perché?
A noi piacciono tutte le nostre canzoni!!!
Le scegliamo proprio perché le amiamo. Noi siamo una cover band hard rock 80’90, non creiamo noi le canzoni,ma le personalizziamo. Ad esempio al nostro mitico cantante Gaetano piace molto il brano “In a darkened room” degli Skid Row che, puntualmente, dedica alle sue prezione fans.
Quali sono le band che vi hanno influenzato maggiormente?
Le nostre  band preferite sono: Gli AC/DC, i Black Sabbath, i mitici Guns’n roses, Bon Jovi, gli Skid Row e i Metallica. Si tratta di musica hard rock, nato verso la metà degli anni Sessanta nel Regno Unito. L’hard rock è una forma particolarmente grintosa e aggressiva di musica rock. La chitarra elettrica viene spesso enfatizzata con la distorsione e altri effetti, sia durante l’uso come chitarra ritmica, sia come chitarra solista. La batteria è uno strumento indispensabile che guida gli altri strumenti. Il basso viene solitamente usato insieme alla batteria per scandire il ritmo del brano. Le voci sono frequentemente ringhianti e corpose.
Dove vi siete conosciuti?
Siamo tutti ispicesi, quindi ci conosciamo da sempre. Siamo cresciuti nella stessa città e ovviamente è facile incontrarsi. Angelo, il chitarrista, viene invece da Ragusa e ha avuto il piacere di unirsi a noi, impegnandosi ad essere sempre presente per le prove e per i concerti.
Scrivete voi le vostre canzoni?
No, siamo una cover band non scriviamo canzoni, ma riproponiamo brani di altri complessi o artisti famosi, rivisitandoli secondo i nostri gusti. Ogni brano infatti non è una semplice imitazione, ma è il risultato di un’elaborazione profonda che lo rende in qualche modo,originale e nostro.
Da dove avete tratto l’ispirazione per le vostre canzoni?
Amiamo il rock ed è questa la nostra più grande ispirazione. La scelta dei brani invece viene condivisa da tutti in base hai gusti di ciascuno, alla fattibilità delle canzoni e alle richieste dei nostri fan.
Come è nata la vostra prima canzone?
Come sai già,siamo una cover band, quindi non creiamo noi i brani. Abbiamo tuttavia iniziato con le canzoni più popolari e più conosciute di ogni gruppo che suoniamo. Ad esempio prendendo i “Guns’n Roses” abbiamo scelto i famosissimi brani “Don’t Cry, Paradise City, Sweet child o’main e November rain” e altre. Poi pian piano il repertorio è cresciuto e ora include veramente tanti brani.
Che genere di musica suonate?
Noi suoniamo rock!!!
Precisamente hard rock, un genere che a molti piace e che coinvolge sia le nuove  che le vecchie generazione, è un genere che nasce alla fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta e si caratterizza principalmente per le sonorità violente e aggressive, ottenute con l’uso di strumenti fortemente amplificate e per il ritmo incalzante e ripetitivo. Il suono delle chitarre elettriche è distorto e sostiene il ritmo dei brani con riffs incalzanti. La voce è aggressiva e fa largo uso dell’urlato. I testi delle canzoni si ispirano a temi mitici, esoterici e sessuali.
Il rock o lo ami o lo odi!!! Noi lo amiamo!!!
Monkey Brain
Adelaide Giamblanco e Giosuè Sfragaro 5B Odonto